PROTOCOLLO CIRCOLAZIONE EXTRACORPOREA IN PAZIENTI GRAVIDE
Oggetto:
Protocollo per la circolazione extracorporea in pazienti gravide
Scopo:
Ottenere una conduzione della circolazione extracorporea il più ottimale possibile
Campo di applicazione:
Gli interventi cardiochirurgici in circolazione extracorporea nelle pazienti gravide rappresentano quasi sempre un evenienza rara e spesso di estrema emergenza per il chirurgo e il suo team operatorio.
- La gravidanza può aggravare una malattia preesistente data soprattutto dai cambiamenti fisiologici che incorrono durante la gravidanza stessa:
- · Febbre reumatica
- · Malattie valvolari
- Stenosi mitralica/aortica
- Insufficienza mitralica/aortica
- Prolasso della mitrale
- Malattia della valvola polmonare
- Malattia della tricuspide
- · Miocardiopatie congestizie
- · Malattia delle arterie coronarie
- · Aritmie cardiache
- · Cardiomiopatia ipertrofica
- · Infarto miocardico acuto
- · Sindrome di Marfan
- Malattie cardiache che si sviluppano durante la gravidanza
- · Cardiomiopatia periparum (sindrome di Meadows)
- Emergenze
- · Dissezione acuta aorta ascendente
- · Valvole meccaniche bloccate (trombizzate)
- · Insufficienza mitralica acuta (EPA)
- · Embolia polmonare ostruttiva
- · Rottura di cuore
Ospedale di Circolo, Fondazione Macchi, U.O. cardiochirurgia
Premessa:
La circolazione extracorporea durante la gravidanza rappresenta una procedura molto rara ad alto rischio, sia per la madre che per il feto, ed è proprio per questo motivo che va limitata solo in casi di estrema emergenza dove l’intervento cardiaco rappresenta l’unica soluzione per salvare la vita alla madre.
Gravidanza e intervento:
È molto importante tenere conto del trimestre di gravidanza per poter effettuare un intervento cardochirurgico nel migliore dei modi.
OBIETTIVI:
- · Influenza della CEC sulla madre
- · Influenza della CEC sul feto
- · Effetti dell’anestesia
Effetti della circolazione extracorporea sulla madre
- Ø Alterazione della coagulazione: portano ad un aumentato rischio di trombogenicità
- Ø Alterazione nella funzione cellulare e delle proteine del sangue: modificano la pressione oncotica
- Ø Rilascio da parte dei leucociti di sostanze vasoattive
- Ø Attivazione del complemento
- Ø Formazione di emboli
- Ø Flusso non pulsato: non è fisiologico perché non genera la normale onda sfigmica
- Ø Ipotermia: causa la vasocostrizione con diminuzione del flusso placentare al feto
- Ø
Effetti della circolazione extracorporea sull’utero
Le contrazioni uterine si presentano di frequente durante la CEC e sono considerate un fattore predittivo di morte del feto.
- Ø Perfusione placentare insufficiente
- Ø Ipossiemia
- Ø Ipotermia
- Ø Flusso non pulsato
Effetti negativi della circolazione extracorporea sul feto
È importante sapere che riguardo a questo esistono pochi studi
Spesso si tratta di un fenomeno che insorge soprattutto all’inizio del bypass cardiopolmonare data da:
- diminuzione di ossigeno a livello fetale dato dall’alterazione dell’equilibrio acido-base e dall’ipotensione
- modificazioni emodinamiche
- scambi di gas a livello placentare
- variazioni di flusso da pulsato a continuo
- diminuzione della PAM
- emodiluizione
Effetti dell’anestesia
- · l’effetto degli agenti anestetici sullo sviluppo del feto è la teratogenicità, soprattutto se somministrato nel primo trimestre di gravidanza
- · l’ipocapnia come risultato di una iperventilazione meccanica induce una diminuzione del flusso di sangue all’utero del 25%
- ·
- ·
La causa più probabile è dovuta ad uno spostamento verso sinistra della curva di dissociazione dell’emoglobina.
Preparazione della paziente
POSIZIONAMENTO
L’ottimizzazione del ritorno venoso sulla vena cava può essere effettuato con la paziente posta in decubito laterale sinistro.
Elevando il fianco di 15°, l’utero è ruotato lontano dalla vena cava inferiore con un aumento del ritorno venoso.
La posizione supina va evitata per non creare una compressione aortocavale.
MONITORAGGIO
In sala operatoria è indispensabile la presenza di un team esperto in neonatologia per monitorare i parametri fetali.
FETALE
- · La frequenza cardiaca viene monitorata attraverso il CARDIOTOCOGRAFO
MATERNO
- · Monitoraggio invasivo della pressione arteriosa
- · ECG
- · Catetere vescicale
- · Monitoraggio delle contrazioni uterine
Tecniche di circolazione extracorporea
PRIMING
La gravidanza comporta uno stato di anemia ed è quindi consigliato ridurre al minimo il priming necessario.
Si preferisce utilizzare un priming il più oncotico possibile
Si preferisce l’uso di macromolecole quali
- · Emagel per esempio, va prestata particolare attenzione perché possono creare alterazioni della coagulazione dando maggiore sanguinamento nel post-operatorio
Emazie concentrate se necessario, per il mantenimento dell’ematocrito attorno al 30%-34% in normotermia.
Assolutamente vietato l’utilizzo di MANNITOLO perché passa la barriera placentare (eventualmente furosemide).
VALORI DEL FLUSSO DI PERFUSIONE
L’output cardiaco nelle pazienti gestanti aumenta del 45%, quindi può essere richiesto un elevato flusso per raggiungere un’adeguata perfusione tissutale e una giusta pressione.
Il flusso comunque va aumentato in caso di comparsa di bradicardia fetale.
- · Pressione di perfusione: maggiore di 70 mmHg ( tra 70-90 mmHg)
GESTIONE DEI GAS
È importante fornire un’adeguata FiO2 per garantire un adeguato apporto di O2 e contrastare le contrazioni.
I valori da mantenere sono.
- · PaO2 tra 180-250 mmHg
- · PaCO2 attorno ai 38-40 mmHg
- · pH tra 7,39-7,40
- · saturazione venosa maggiore del 75%
- · non creare alcalosi respiratoria
- · non creare acidosi metabolica
È OPPORTUNO UTILIZZRE UN ANALIZZATORE DEI VALORI ON LINE
GESTIONE DELLA TEMPERATURA
A meno che venga anticipato il tempo di clampaggio aortico, l’intervento dovrebbe essere condotto in normotermia (non al di sotto dei 35°C) o in moderata ipotermia, perché può portare ad un elevata mortalità fetale
SELEZIONE DELLE SOLUZIONI CARDIOPLEGICHE
Senza considerare la composizione cardioplegica scelta per fermare la funzione elettromeccanica del cuore, i medici devono essere a conoscenza che gli ioni di potassio attraversano facilmente la barriera placentare e possono indurre una depressione dell’attività fetale o l’arresto cardiaco.
Si consiglia di non usare una cardioplegia continua perché può creare danni nel cuore del feto, quindi per evitare questo si necessita di aspirarla.
L’ultrafiltrazione e l’autotrans (permette il lavaggio del sangue) può essere usato per evitare l’iperkaliemia fetale.
Per quanto riguarda quale cardioplegia utilizzare, non ci sono studi al momento che consigliano una cardioplegia piuttosto che un’altra.
Si consiglia comunque l’uso di cardioplegie ematiche come:
- · Buckbergà 4:1
- · Chieti à non fredda
GESTIONE DELL’ATICOAGULANTE
Le pazienti gestanti spesso presentano un aumentato valore di antitrombina III e richiedono una quantità di eparina superiore al normale.
L’eparina per il suo peso molecolare (MWF= 20000) non passa la barriera placentare, il feto non è quindi in pericolo di emorragie.
L’eparina viene anche utilizzata come alternativa nella donna in gravidanza con protesi valvolari meccaniche
ACT= 480-600 sec
INCANNULAZIONE
Cannula arteriosa standard
Cannule venose per doppia incannulazione cavale
A meno che sia predominate una situazione di emergenza, l’incannulazione dell’arteria femorale e delle vene dovrebbe essere evitata affinché la posizione del feto e dell’utero possa ostruire la cava e ridurre il ritorno venoso.
SELEZIONE DEI FARMACI
Le pazienti gestanti hanno una speciale risposta ai farmaci.
I farmaci devono essere somministrati solo quando i benefici giustificano i rischi per la madre e il feto.
L’epinefrina è il vasopressore scelto perché a basse dosi ha prima di tutto effetti β-stimolanti
Idralazina è il farmaco di scelta per una crisi ipertensiva durante la circolazione extracorporea perché a basse dosi diminuisce la pressione sanguigna della madre, mentre aumenta il flusso renale e uterino.
Dopamina minore di 5 mcg/kg/min ( con cautela).
CONTROLLO DELLA BRADICARDIA FETALE
La bradicardia fetale è segno di una ipo-ossigenazione e si può correggere con:
- · Aumentando la portata cardiaca
- · Aumentando la FiO2
- · Aumentando l’emoglobina circolane
- · Correggendo subito l’eventuale acidosi
CONTROLLO DELL’ATTIVITÀ UTERINA
La circolazione extracorporea è un forte stimolo per la comparsa di contrazioni uterine, in quanto l’emodiluizione sistemica crea una diminuzione del tasso progestinico circolante, responsabile delle contrazioni uterine.
Per contrastarle somministrare progesterone e mantenere la temperatura corporea superiore a 35°C..
Se dovessero persistere somministrare degli antagonisti beta2 come Isoxuprina o Ritodrina per evitare l’ipossia fetale.
Documenti di riferimento:
- Guidelines & Protocols – Perfusion line
-
-
Comments (6)
Gianni Carra said
at 12:44 pm on Apr 30, 2009
C'è nessuno?
Franco said
at 1:42 pm on Apr 30, 2009
Ciao Gianni, mi sembra proprio che non ci sia nessuno.
Ti ringrazione per avere dato il la alla stesura di nuovi protocolli ma, mi accorgo che i colleghi pretendono di avere del materiale a disposizione senza considivere con altri la loro esperienza. Purtroppo la nostra mentalità è ancora molto chiusa ed ognuno vuole coltivare il prorpio orticello.
Grazie ancora per la tua collaborazione e spero vivamente che qualcuno possa replicare a questa mia vena polemica.
Franco
Franco said
at 1:44 pm on Apr 30, 2009
Gianni, stavo pensando, ritieni opportuno inserire articoli di nostro interesse nelle varie sezioni?
Possiamo pubblicarli on line, magari solo il Link dove poterli visualizzare (é meglio per il copyright)
Fammi sapere.
Gianni Carra said
at 11:45 am on May 6, 2009
Ciao Franco, hai ragione, non avevo pensato al copyright... ero preso dalla foga... Per quanto riguarda l'accesso ad "uptodate" stiamo aspettando che ci rinnovino l'abbonamento, ma ci sono molte cose interessanti anche su altre banche dati.
Pensi che sia il caso di tradurre almeno gli abstract o, meglio, li lasciamo in lingua originale per stimolare la lettura in inglese dei più pigri?
Mantengo i campi di interessi di wiki o posso spaziare?
Come è andata la riunione del 4 aprile sul gruppo linee guida?
Beh, basta così, se no sembra un interrogatorio.
Rimanendo a disposizione ti abbraccio, Gianni.
Franco said
at 9:02 pm on May 6, 2009
Ciao Gianni,
se non ti sono arrivate nuove sulla riunione di Firenze, ti posso accennare che l'argomento cardine che si docrebbe trattare in prima istanza è la sicurezza in CEC, sia per quanto riguarda la gestione che per cioò che concerne la strumentazione necessaria compresa la check-list.
Si è accennato a formare dei gruppi di lavoro possibilimente tra persone che per vicinanza locale si possano incontrare e discutere.
A questo punto mi sorge spontaneo gettare l'ancora su questo argomento in modo tale che, non siano solo i membri della commissione a fare proposte in merito agli argomenti molto delicati, ma sia la comnità che possa apportare stimoli e riflessioni (anche se la vedo molto dura).
Per quanto riguarda il tuo profiquo lavoro ho apprezzato il lavoro in lingua, ma ti diroò la verità stavo pensando di provare a tradurlo, pur lasciano l'originale, perchè come vedi la nostra categoria è m olto pigra, è meglio avere la pappa pronta.
Non voglio diventare troppo prolisso e polemico, mi auguro che si riesca ad avere un valido aiuto da tutti sulla stesura delle linee guida relative alla sicurezza.......
Ti saluto
Franco
Gianni Carra said
at 5:12 pm on May 14, 2009
Ok, ho cominciato a cercare qualcosa in merito sui siti della biblioteca a cui siamo abbonati in azienda. Ancora non ho avuto il verbale della riunione, la giusta punizione per essere andato via in anticipo... Credo anch'io che sia dura la partecipazione della comunità, vuoi per mancanza di tempo, di strumenti o vuoi a causa di un lassismo generale della popolazione italiana di fronte al dilagare della patologia del "grande fratello", ma, tu mi insegni, non si demorde. Trovo positivo cercare gruppi di persone contigui geograficamente, ma non disdegno le opportunità informatiche ancora poco sfruttate, da me per primo...
Appena ho qualcosa di serio da proporre mi faccio vivo, intanto grazie. Un saluto ed un abbraccio, Gianni.
You don't have permission to comment on this page.